Lavori in crescita in Italia nel 2026: perché i report aumentano la confusione di carriera
In questa newsletter parto dai report di LinkedIn sui lavori in crescita nel 2026 in Italia per affrontare una questione che vedo spesso nel lavoro con i manager: perché oggi, anche davanti a dati chiari, orientarsi nelle decisioni di carriera è diventato più difficile. E condivido i 3 strumenti che servono quando il contesto cambia più velocemente dei report.
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Negli ultimi giorni ho parlato con diversi manager che devono prendere decisioni importanti sul loro posizionamento professionale per il 2026.
La sensazione comune è una: confusione.
Poi ho letto il report pubblicato la scorsa settimana da LinkedIn sui lavori in crescita nel 2026 in Italia e ho capito perché la nebbia é così fitta.
Ingegneri AI, direttori dell’intelligenza artificiale, ruoli STEM, tecnici commerciali, consulenti strategici.
Non metto in discussione gli elenchi né le fonti: sono solidi, ben costruiti, rassicuranti.
Eppure, ogni volta che mi trovo davanti a report di questo tipo, mi torna sempre la stessa domanda:
stiamo guardando avanti o stiamo guardando indietro?
Questi report fotografano ciò che è cresciuto negli ultimi tre anni, ma poi ci suggeriscono di usarlo come bussola per i prossimi tre.
Il problema è che oggi il mercato del lavoro cambia più velocemente delle mappe che usiamo per orientarci.
IL PARADOSSO CHE FORSE STAI IGNORANDO
Quando i ruoli cambiano velocemente, cresce la corsa ad accumulare competenze per restare aggiornati e rilevanti.
Formazione, corsi, certificazioni, MBA.
Eppure la sensazione di nebbia resta.
Il rischio è costruire un profilo sempre più ricco di skill, ma sempre più povero di direzione.
Per questo, secondo me, la domanda da farsi non é "quali ruoli cresceranno?", ma
"chi devo diventare per restare rilevante mentre i ruoli cambiano?"
STRUMENTI PER ORIENTARSI PER IL FUTURO
Prima di parlare di scelte di carriera o di nuove competenze, con i manager che accompagno parto sempre da tre strumenti chiave per la loro carriera:
Vision: come ti vedi come leader tra dieci anni. Non solo il ruolo, ma la vita che vuoi costruire: dove lavori, con quale autonomia, che tipo di impatto generi come leader, che spazio lasci a ciò che conta fuori dal lavoro.
Valori: i principi che non negozi. Quelli per cui sei disposto a dire no, anche quando costa.
Unicità: la combinazione di competenze, esperienze e prospettive che ti rende difficilmente sostituibile. Il tuo vero vantaggio competitivo mentre i ruoli cambiano.
Questi tre elementi non sono esercizi motivazionali da post-it, ma sono la bussola che ti permette di leggere un report LinkedIn, valutare un’offerta o scegliere una formazione senza farti travolgere dalla paura di restare indietro.
Senza questa base, ogni report diventa una minaccia, ogni trend un’urgenza e ogni skill una lacuna da colmare.
Con questa base, invece, leggi lo stesso report e ti chiedi:
questo ruolo mi avvicina o mi allontana dalla direzione che ho scelto?
questa competenza rafforza la mia unicità o mi fa inseguire l’ennesima moda del mercato?
I ruoli cambiano e i report invecchiano.
Ma la capacità di orientarsi nel caos e trasformarsi dentro di esso, no.
E sta diventando una skill sempre più rilevante per restare competitivi in azienda.
Alla prossima,
Silvia