Una lezione scomoda per i manager da Tony Robbins e Ray Dalio
Il vero motivo per cui gli stessi problemi continuano a tornare nel tuo lavoro.
Leggi Tony Robbins e difficilmente lo colleghi a un manager nel mondo corporate o a un consiglio di amministrazione.
Lo immagini su un palco davanti a migliaia di persone, o in una stanza con imprenditori miliardari.
Eppure, nella recente intervista a Diary of a CEO, ha messo a fuoco un punto che, secondo me, riguarda anche molti manager e professionisti.
Secondo Tony, per restare competitivi quando complessità ed innovazione sono inesorabili, serve riconoscere i pattern, usarli e crearne di nuovi.
Se ci rifletti, il suo ragionamento non fa una piega:
se riconosci ciò che si ripete ➔ capisci prima cosa sta succedendo.
E quando capisci prima ➔ ricordi le soluzioni già usate ➔ e decidi come agire senza paralizzarti.
Ne parla anche Ray Dalio nel suo libro I Principi del Successo (imperdibile!): le situazioni che viviamo tendono a ripetersi secondo schemi.
Se impari a riconoscerli, puoi anticipare le conseguenze e decidere con più lucidità.
Mentre ascoltavo Robbins e ricordavo Dalio, pensavo a quante volte i manager perdono tempo trattando come “nuovo” qualcosa che hanno già vissuto:
sei nel tuo ruolo da alcuni anni e perdi motivazione, proprio come era successo due anni prima in un’altra azienda.
Arriva venerdì pomeriggio e il collega ti chiede di aiutarlo con un lavoro urgente che riattiva dinamiche già viste.
Il tuo capo cambia le priorità all’ultimo momento, replicando uno schema che hai già gestito in altre occasioni.
Sono dinamiche che hai già visto: cambiano le persone, cambia il contesto, la sequenza resta.
Ogni volta riparti da zero e paghi in tempo, energia, posizionamento.
Ma quando inizi a vedere il pattern, il tuo ciclo decisionale si accorcia: riconosci la dinamica, riparti da ciò che ha funzionato, lasci il resto.
Le decisioni diventano più rapide e inizi a guadagnare posizionamento: sei percepito come chi capisce prima e si muove prima degli altri.
Tradotto per chi vive negli uffici corporate: prima di inseguire soluzioni brillanti, chiediti se quella dinamica l’hai già affrontata e cosa hai imparato.
Come scriveva il filosofo George Santayana:
«Chi non ricorda il passato è condannato a ripeterlo.»
Alla prossima,
Silvia