3 azioni per superare la Sindrome della Nutella

Oggi voglio condividerti una riflessione emersa lo scorso week end mentre ero a pranzo con un ex collega.

Tra i vari temi e racconti del nostro passato lavorativo, è riemersa quella che chiamo la Sindrome della Nutella, un termine che strappa sempre un sorriso a chi l’ascolta 🙂.

Purtroppo, è una sindrome molto diffusa nel mondo corporate. Anche professionisti di alto livello, inclusi C-level, ne sono vittime, con ripercussioni negative sia per loro che per il loro team.

DI COSA TRATTA?

È la voglia di fare tutti felici (proprio come la Nutella), la tendenza a evitare conflitti e decisioni scomode.

Chi ne soffre è eccessivamente diplomatico, fatica a prendere posizioni chiare, evita feedback negativi per paura di creare tensioni e finisce per rallentare decisioni e risultati, compromettendo autorevolezza, chiarezza e crescita del team.

Conosci qualcuno che ne soffre? O ti riconosci in questa sindrome?

LA MIA STORIA

Ammetto che anche io ne ho sofferto quando, molti anni fa, sono stata promossa a manager del mio primo team.

Me ne sono resa conto grazie a un assessment 360 (una valutazione basata sul feedback di colleghi, capi e collaboratori).

Fu un commento di un collega a farmi aprire gli occhi: evitavo di prendere posizioni nette per paura di scontentare qualcuno.

Da lì ho iniziato a lavorare sul mio dialogo interiore, superando convinzioni radicate nella mia educazione, come "non devi ferire gli altri" o "per dimostrare il tuo valore, devi essere accettata dagli altri".

Ho capito che guidare un team non significa piacere a tutti, ma sviluppare una Leadership Presence: ispirare rispetto senza dipendere dall’approvazione, prendere decisioni chiare anche quando scomode e comunicare con autorevolezza, sicurezza e coerenza, mantenendo il focus sugli obiettivi.

3 AZIONI DA FARE SUBITO PER COSTRUIRE LA LEADERSHIP PRESENCE

Ecco cosa mi ha aiutato a sviluppare la Leadership Presence e a liberarmi della Sindrome del piacere sempre a tutti:

  1. Definire ruoli, obiettivi e aspettative con chiarezza
    Se il team ha chiari ruoli e obiettivi, potrà lavorare con maggiore autonomia e responsabilità. Una comunicazione precisa elimina fraintendimenti e richieste non allineate alle aspettative.

  2. Dare feedback chiari e costruttivi
    Un vero leader non ha paura di dire la verità, perché sa che è essenziale per la crescita del team e la costruzione della fiducia. Comunicare con chiarezza, anche quando è scomodo, fa la differenza. Se vuoi approfondire, ho parlato del feedback come strumento di sviluppo in questo LINK.

  3. Dai il buon esempio
    Un vero leader ispira sicurezza, chiarezza e coerenza, perché sa che il team seguirà il suo esempio. Il rispetto si costruisce con le azioni, non cercando approvazione.

La leadership non è questione di popolarità, ma di impatto.

Alla prossima,

Silvia

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